A Tom Moulton Mix

Siamo pronti per provare, prendi il vinile e incidiamo la canzone!

Purtroppo ho finito il vinile per i 45 giri, è rimasto solo quello per gli LP.

Non possiamo ritardare, facciamo comunque una prova, usiamo il vinile che è rimasto.

Questo dovrebbe essere stato il colloquio tra Tom Moulton e il suo master engineer nello studio discografico di New York. 

Nacque così casualmente il primo disco mix, stampato sul vinile utilizzato per gli LP, la dinamica era eccellente, il suono incredibilmente pieno tanto da trasformare completamente il brano. Il primissimo disco mix formato 12 pollici fu So much for love dei Moment of Truth stampato su etichetta, Roulette Records.

Tom Moulton è la storia della disco, della migliore disco. 

C’è sempre stato, sin dall’inizio, primi anni ’70, quando il tutto nasceva a Fire Island.

C’è sempre stato, sin da quando, suo primo lavoro, era buyer per Seeburg, la compagnia che riforniva i dischi a tutti i juke-box d’America.

Sembra incredibile ma Tom Moulton non è mai stato un DJ. Però preparava nastri di lunga durata, con la tecnica del taglio e montaggio, per il club Sandpiper di Fire Island. Tali nastri sono passati alla storia. Pur non essendo un DJ Tom Moulton parlava di loro e delle canzoni che spingevano nella rubrica Disco Mix, da lui curata fino al 1976, per la rivista Billboard. La prima classifica disco di Billboard è firmata da Tom Moulton; al primo posto c’era Gloria Gaynor con Never can say goodbye.

Un rapporto del tutto speciale Tom Moulton lo aveva con i Trammps che gli dedicarono addirittura un brano (Tom’s song). Tom Moulton ha curato i remix di tutte le loro hit più grandi, Disco Inferno compreso.

Walter Mengoni, grande conoscitore musicale e remixer, ha incontrato Tom Moulton:

“Non é facile, per me, parlare del Maestro, anche se oramai è diventato un caro amico.
Ho incontrato Tom sette anni fa sotto casa sua, a Upper Mahnattan, dopo
che il suo discepolo Mike Maurro, il giorno prima, mi aveva fatto una bella
radiografia. Non è facile incontrare Tom, pochi hanno avuto la fortuna e io ho avuto la possibilità di incontrarlo.


Il Maestro è schivo con chi non conosce; la prima volta, a pranzo, abbiamo
incominciato a parlare di musica, mi aveva ricordato quando Johnny Usry
aveva commissionato prima a me e poi a lui il remix di Was that all it was,
nella versione Instrumental. La versione originale di Jean Carn
era stata scritta proprio da Johnny Usry, che all’epoca era un talentuoso
arrangiatore e produttore alla Philadelphia International. Sia la mia versione,
piu clubbing, che quella diversa di Tom, purtroppo non sono mai state
pubblicate.
Da quella prima volta, sette anni fa, ogni volta che torno a New York,
l’appuntamento con Tom è una consuetudine.
Tra i tantissimi dischi, più di 6000, che Tom ha remixato, forse ce ne sono
tre di fondamentale importanza:


New York City – I’m doin’ fine
Jean Carn – My love don’t come easy
Trammps – Trammps disco theme/Zing went the strings of my heart

Per i Trammps Tom avrebbe lavorato anche gratis.

Diversi, purtroppo, i progetti che non sono mai stati pubblicati, come
la raccolta Moulton does Motown, piu di trenta brani remixati
dalle original multitracks, mai pubblicati, come la versione di oltre
16 minuti di Love hangover di Diana Ross, e la versione da 17 minuti di
Papa was a rolling stone di Temptations. Forse dovrebbe vedere la
luce, a breve, una raccolta Salsoul con oltre 35 brani di Tom Moulton, ma al
momento non se ne sa nulla”.