DJ Jonata Garavaglia

di Max De Giovanni

 Jonata Garavaglia è il primo italiano ad essere resident DJ nel bel mezzo dell’esplosione “disco” a New York City.

Jonata era in ferie a Cortina ed entrò in un night piuttosto conosciuto, il Kings; rimase colpito da un ragazzo che proponeva la musica dei propri vinili, sostituendosi all’orchestra. Era Sergio Cossa, uno dei primi DJ italiani e, successivamente, importantissimo produttore discografico.

Jonata iniziò ad acquistare vinili (45 giri) e pochi mesi dopo si presentò nel più importante locale milanese, il Charlie Max, dicendo “sono un DJ, se avete bisogno sono disponibile”.

Iniziò così una lunghissima carriera. Jonata sostituiva l’orchestra nelle pause: “amavo la musica e tra un pezzo e l’altro mi scatenavo pure io”. 

Nel 1971 si trasferisce in Sardegna al Ritual, locale meraviglioso, sito in una grotta naturale, dove rimarrà diverse stagioni (estate 72-73-74-75).

Nel 1972 Jonata trovò ingaggio al Diplodokus, vicino Montreaux, dove suonava soul e rock, il genere predominante. Nel 1974 è in consolle a Milano al Nephenta poi alcune apparizioni al Belle Blu a Monaco di Baviera.

Nell’estate del 1975 al Ritual conosce uno dei protagonisti delle notti, è Peppo Vannini, pr e organizzatore, conosce il jet set internazionale che risponde sempre presente agli inviti. Vannini organizzò alcuni party e rimase colpito dalla professionalità di Jonata.

A fine anno Jonata riceve un telegramma da Parigi: Regine sta per aprire il suo locale a New York e Vannini le ha consigliato il giovane DJ italiano. “Andai all’incontro, mi dice, la conobbi, parlammo, mi spiegò il progetto e ci accordammo. Iniziai il 10 maggio 1976”.

Locale elegantissimo, tutto lo staff rigorosamente in giacca e cravatta; il Regine divenne la meta di principi e teste coronate di mezza Europa che voleva vivere party esclusivi e riservati.

 

“C’era grande fervento, stava nascendo qualcosa di unico: la sera suonavo al Regine e di giorno andavo a caccia di vinili, anche se spesso mi portavano direttamente al locale i vari promo. Conobbi grandi artisti che venivano ad esibirsi, penso ad esempio a Gloria Gaynor e Michael Zager. Inviavo le mie chart alla famosa rivista Disco Files di Vince Aletti, ero in compagnia dei migliori dj americani”.

Regine aprì nuovi locali e Jonata era il DJ che li inaugurava: Londra, Dussendorf, Montreal.

“Rimasi al Regine fino all’80, poi tornai in Italia, al Nephenta e al Ritual. Nel 1985 Peppo Vannini iniziò una nuova avventura a St. Moritz e mi chiamò al The Club al Chesa Veglia, con cui collaboro tuttora.”.

Jonata ricorda alcuni colleghi: Sergio Cossa come fonte di ispirazione, Ritchie Kaczor dello Studio 54 per la sua capacità di fare divertire la gente e Tom Savarese , uno dei pilastri della scena statunitense.

 

 

 

 

 

 

 

“Ho ricordo particolare di un personaggio che legò la sua storia in parte anche all’Italia, Sterling St. Jacques: ero ricoverato in ospedale e l’unico a venirmi a trovare fu appunto il famoso ballerino”.

Appassionato di antiquariato, Jonata si divide tra St. Moritz, Milano e la costa ligure.