DJ Marilù Corradi

di Max De Giovanni

Il fascino e lo charme della consolle italiana attraverso i decenni; Marilù Corradi. Milano, Roma, Sardegna …le consolle piu’ prestigiose della nightlife più esclusiva. Marilù purtroppo non è tra i dj di cui parlo nel mio libro ” Disco Selector. Professione dj, la storia”, ma solo perché viveva in Kenia e non la rintracciai. Con questa intervista rimedio almeno in parte.

<< Sono nata in Eritrea perché mio padre lavorava per lo Stato Italiano, ma la nostra famiglia è tornata in Italia quando io avevo sei anni ed ho frequentato tutte le scuole in Italia, prima a Roma e poi quasi sempre a Pavia. La vita di provincia mi stava stretta e, dopo la morte dei miei genitori, ho interrotto l’università e cercato un lavoro, possibilmente a Milano. Sembra strano adesso, ma l‘ho trovato subito in un annuncio del “Corriere della Sera”: era il 1967  e  cercavano personale in un locale chiamato “Tricheco”. Il lavoro si svolgeva in modo che il personale assunto ruotasse ogni settimana: chi addetto al controllo biglietteria, chi al controllo in sala (Vietato fumare flirtare apertamente, avere atteggiamenti non educati, e così via), ecc. Il proprietario, Mario Norsa, era giovane, dinamico e pieno d’idee.

Dopo il primo “Tricheco” in Viale Monza (pomeriggio dei festivi e prefestivi e sera), Mr. Norsa ne aprì un secondo in Corso Vittorio Emanuele (solo serale) e poi un terzo a Milano Fiori (pomeriggio dei festivi e prefestivi e sera). Si alternavano sempre un complesso Musicale fisso “I Trichechi” con delle band più conosciute e/o cantanti famosi. L’idea geniale era: “I Trichechi” aprivano lo spettacolo in Viale Monza (Anni dopo divenne sede di “Zelig”) poi arrivava l’esibizione dei <Famosi> e un pullman (Riconoscibilissimo perché con scritte e disegni nelle fiancate “Tricheco”) portava il complesso “I Trichechi” con i loro strumenti e fans al locale di Milano Fiori, più tardi, la cosa s’invertiva.  Nei piccoli intervalli musicali che evitabilmente si creavano, Mario Norsa s’inventò di usare un (1) giradischi e di suonare i successi del momento (Non una consolle). Nelle varie alternanze di personale, capitò anche a me. In quel periodo conobbi molti musicisti e cantanti famosi. A I Trichechi in seguito si unì per un periodo “Jack La Cayenne” e fecero con lui anche tournèe di successo in tutta Italia.

Al Number One con Gigi Rizzi

Il barman del locale, Charley, proveniva anche lui, come me, da Pavia e, quando fu ingaggiato per andare in un locale esclusivo di Milano che stava per aprire e che avrebbe rivoluzionato il concetto stesso di locale, mi chiese se m’interessava vederlo. Era il “Number One” di Via dell’Annunciata. Ovviamente ci andai e subito sostenni diversi colloqui, prima con il direttore, poi con l’amministratrice e, passati questi due scogli, con uno dei proprietari: Beppe Piroddi (Il suo socio e amico era Gigi Rizzi). Piroddi mi spiegò la politica del locale, che mi appariva elegantissimo, lussuoso ma piccolo confrontandolo ai locali che allora conoscevo sia di Pavia sia di Milano (In seguito capii). Era molto selezionato. In prima serata fungeva da ristorante (musica soft, grande aiuto dal registratore a bobine Teac) poi, a una certa ora, si cominciava a suonare musica per ballare, all’1,30 circa ci si scatenava con musica perlopiù Brasiliana (a volte si arrivava perfino al Can Can) e si terminava sempre verso le 4 del mattino. Ero entusiasta dell’idea, ma tutto troppo nuovo per me e non sapevo proprio da dove cominciare. Mi affiancarono come “tutor” Teo Teocoli (allora cantante dei “Quelli” Clan Celentano). Piroddi, Rizzi, si potrebbero definire figli di papà e i loro amici erano tutti bellissimi ragazzi molto danarosi, Italiani e Francesi (Rizzi & Piroddi aprirono in seguito a Saint Tropez un locale estivo, l’Esquinade). 

 

A Le Cupole con Lello Liguori

 

Quasi tutti volano spesso a Londra che allora dettava legge, sia per la musica che per la moda. Milano era già la capitale della moda in Italia e le modelle, anche famosissime come Veruska, non mancavano mai. Teo Teocoli fungeva anche da P. R. insieme a Bebo Martinotti (che avrei ritrovato anni dopo in Kenya, nel frattempo era diventato un alto dirigente di Publitalia). Dopo in Number One di Milano inaugurai il Canadian di Parma con Tonino Verrastro (Ex bassista dei Trichechi diventato nel frattempo D. J). Era la prima discoteca che apriva a Parma (L’allora proprietario ero lo stesso del “Cristallo” di Cortina) e fu un “avvenimento” con articoli sul giornale locale, ecc. Massimo Bernardi mi chiamò poi a Roma e, ovviamente, lasciai il Canadian e Parma. A Roma ero al “Kinky”, io alla consolle e in pedana, davanti a me, come ballerino intrattenitore, un giovane e sconosciuto Renato Zero (che mi pregava spesso di mettere un disco di una sua amica, non ricordo se Mia Martini o Loredana Bertè, ma era improponibile per una discoteca: in concreto parlava male del padre). Durante due stagioni estive mi trasferii al “Drago Club” di Lignano Sabbiadoro e mi alternavo un anno con l’orchestra di Augusto Martelli/Baldan Bembo e l’altro di Toto & Tati (Toto Cotugno), Il “Kinky” sfortunatamente bruciò e aprì il “Number One” a Roma, dove iniziai subito. 

In consolle a Le Cupole

Il pezzo  di apertura alle danze era Flash di The Duke of Burlington, ma chiudevo con la versione di Marcello Marchesi.

Arrivò a Roma proprio nel ‘72 (credo, circa) l’americano Robert Drake, anche ingegnere del suono. Venne al “Number One”  mi ascoltò lavorare, fu molto gentile. Un giorno convocò noi D.J (pochi allora) al M.A.I.S., e lì ci fece conoscere la tecnica del missaggio. Io però continuai a lavorare senza cuffie.

Da quel momento lavorai sempre in stagione estiva per Rizzi & Piroddi al “Number One” di Porto Cervo (Cambiando nome, in seguito allo scandalo del “Number One” di Roma, in “Scorpio”).  Il “Number One” di Roma chiuse nel febbraio del 1972 per ben due anni per uno scandalo della droga coinvolgendo un mucchio di personaggi famosi (Oggi farebbe ridere: trovarono, per una soffiata, una modica dose di cocaina in bagno). Non rimasi senza lavoro: andai allo “Scacco Matto” Discoteca, Ristorante Piano Bar (suonava Giorgio Bracardi, bravissimo pianista) e all’Executive di San Saba. Riaperto dopo circa due anni il “Number One” ritornai nella mia “seconda casa” anche se la proprietà era cambiata. In seguito lavorai, sempre come D.J., alla “Cabala” (Discoteca, Ristorante, Piano Bar). Alcuni pianisti di allora sono diventati personaggi televisivi, (come Guido 

Morgavi con Vianello & Mondaini a “Zig Zag” Canale 5 e Marcello Cirillo, allora Marcello & Antonio in Rai).

Le Privé, Roma, con Gil Cagnè, Giancarlo Marinangeli, Guido Morgavi ed il proprietario  Nicola Giudice.

Nel Frattempo Beppe Piroddi aprì a Milano “La Cupole/Le Prive” (diventato in seguito “Caffè Roma”), Bellissimo Ristorante ad anfiteatro con palco in cui si esibivano comici e cantanti famosi, esempio: Walter Chiari & Gino Paoli (in seguito il duo divenne Paoli & Grillo) e discoteca: chiamò me solamente per l’apertura ma ci rimasi sei mesi. Piroddi, infatti, faceva provini a diversi D.J., alcuni anche famosi, arrivati addirittura da Regine di Parigi, ma non lo convincevano: a me il posto piaceva molto, oltretutto eravamo in Brera, ma scalpitavo per tornare a Roma. Il Direttore era Lello Liguori che in seguito divenne il gestore del mitico “Covo di Nord Est” a Santa Margherita Ligure. Anche lui, durante eventi importanti (Esempio: “Festival del cabaret”) mi chiamava alla consolle per tre o quattro giorni, io ne ero ben felice perché era un locale mitico.

Mi ero un pochino stancata di questo lavoro. Poiché avevo conosciuto molti personaggi famosi tra Milano, Porto Cervo e Roma, mi proposi come P.R. (figura nuovissima allora) e così mi proposi (Un mese di prova) proprio alla Cabala. Fu un successo. Avevo fantasia, m’inventai un mucchio di feste a tema e i personaggi accorrevano (Senza nessun gettone di presenza come pretendono ora le stelline semisconosciute). I giornali di gossip (con i paparazzi rigorosamente fuori dal locale) facevano a gara per pubblicare le foto di quelle feste anzi, a volte, mi aiutavano suggerendomi chi era a Roma in quel periodo e in quale albergo. Personaggi internazionali, solo per citarne alcuni: Da Onassis con Liz Taylor, a Roger Moore con Liza Minnelli a Ted Kennedy etc etc. Personaggi Italiani: tutti o quasi.

Cabala, dj Alvaro Ugolini, Marilù

Dopo cinque anni alla Cabala fui ingaggiata all’Atmosphere (Uno dei Gestori era Gil Cagnè che in seguito aprì il Jackie O’) e poi al “Bella Blu” a Roma e nel nuovo “Bella Blu” di Porto Cervo Marina d’estate. In quel periodo a Roma si registrava “Drive In” e così ebbi modo di conoscere e diventare amica dei protagonisti allora semisconosciuti. Quasi tutte le sere, finito il loro lavoro, venivano al “Bella Blu” di Roma e in seguito anche in quello di Porto Cervo. Si divertivano e ci facevano divertire, specialmente Ezio Greggio, giocherellone e piacione, che si spacciava per giocatore del Milan. La gente adorava Enrico Beruschi. Tra la stagione invernale e quella estiva passavo un mese a Fregene al “Tirreno” (D.J., Faber Cucchetti) o al “Club 84” di Roma, dove la P.R. ufficiale era Marina Lante Della Rovere (lei portava i vari Moravia e simili) io i calciatori, allenatori, cantanti, attori…ecc

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Ho lavorato nei migliori locali di allora e sono legata a tutti. Ho avuto la fortuna di essere sempre la prima sia come D.J. sia come P.R. cosa che mi ha facilitato molto il compito! La mia filosofia è sempre stata che non dovevo essere io la protagonista, ma la musica e far divertire in pista il pubblico; come P.R. idem: inventarmi feste (Esempio: Festa Messicana: andai all’Ambasciata del Messico e loro cortesemente mi mandarono gratuitamente i Mariaci, assaggini delle loro specialità da distribuire a mezzanotte e piccoli ricordi di ceramica tipici). Anni dopo Renzo Arbore s’inventò “Los Remedios” finti Maraci pugliesi che si fingevano Messicani che allietarono e divertirono le serate del ristorante dello “Scorpio” di Porto Cervo.

P.R. al Bella Blu di Porto Cervo, dj Enzo Barbieri

Un episodio che mi è rimasto impresso e che mi fa sempre sorridere è la posta indirizzata al direttore dello Scorpio: Per il Signor Cornacchia, presso Porcu, Scorpio, Liscia di Vacca, Porto Cervo (Sassari).

In seguito In Sardegna ho lavorato nelle stagioni estive anche al Tanca Manna di Cannigioni e a Porto Conte Marina (Alghero).

Come P.R. ho lavorato spesso in tandem con Daniele Vellani, un carismatico D.J con cui divenni molto amica e che purtroppo ci ha lasciato a soli 28 anni, tornando da una serata al nord Italia per un fatidico colpo di sonno.

Suonavo la musica che faceva “riempire la pista”. Quando iniziai, i dischi a non si trovavano in Italia ma i miei Capi (Piroddi & Rizzi) andavano spesso a Londra e mi riempivano di novità di cui avevo quindi l’esclusiva, mi abbonarono a Billboard e ordinavo “a occhio” controllando cosa funzionava di più negli Usa, inoltre fecero un abbonamento mensile con un negozio francese che era fornito. Una volta al mese circa andavo a fornirmi a Lugano. Rizzi & Piroddi non mancavano mai al Carnevale Brasiliano e, al loro ritorno avevo a disposizione le hit di quel paese. Ero fortunata. Arrivata a Roma, i capi di RCA m’inondavano di dischi. Ricordo che nel nostro libretto di lavoro figuravamo come “orchestrali” o “impiegati” solo Renzo Arbore decise fare una riunione all’Hilton e fu lui a farci riconoscere categoria d.j.: eravamo solo sei, lui compreso: Alvaro Ugolini, i fratelli Paolo e Pietro Micioni, Tonino Verrastro ed io.

D.J Americano di New York: venne al Number One di Roma e mi ascoltò, poi decise di convocare un gruppetto di d.j Romani al M.A.I.S. per insegnarci come usare la cuffia, ma io continuai a non usarla.

Prima di iniziare a fare P.R. regalai tutti i miei dischi, anche quelli firmati da nomi importantissimi ad un giovane d.j. che lavorava con me all’ Atmosphere: Edoardo Leoni e gli augurai che gli portassero fortuna come l’avevano portata a me.

Da sempre innamorata dell’Africa (Terminata la stagione a Porto Cervo e prima delle riaperture invernali a Roma, passavo un mese nell’allora bellissima Somalia, non ancora funestata da guerriglie e fanatismi) alla fine decisi di trovare un lavoro da quelle parti. Era il momento dei villaggi turistici e feci un viaggio per “sondare“ il terreno, così iniziò la mia seconda vita lavorativa: prima come assistente del direttore e poi come direttrice. Prevalentemente lavorai in Kenya, Malindi, Watamu e Isola di Lamu, ma anche a Zanzibar, Praslin nelle Seychelles e Porto Paros in Grecia. Esperienze indimenticabili. Il mio capo storico del Kenya mi disse di aver bisogno di un ufficio a Roma (oltre al suo di Milano) ed io tornai molto volentieri a casa nel 2008. Dopo tanti anni all’estero ne sentivo la necessità (anche se ogni anno lavorativo ritornavo almeno due volte per le vacanze). 

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Ora ascolto la musica quando posso, principalmente la mattina quando faccio colazione e di solito Radio Montecarlo. In discoteca vado raramente: eventi eccezionali cui m’invitano o quando torna da Miami l’amico Corrado Rizza che si esibisce con Roberto d’Agostino (che ama ancora cimentarsi alla Consolle!). È anche un modo per una rimpatriata tra ex colleghi. >>