Super Jocks

Prendendo spunto dal titolo di una canzone di Goody Goody, progetto disco firmato Vincent Montana Jr., brano chiaramente dedicato alla figura del DJ, vogliamo parlare dell’A.I.D. – Associazione Italiana Disc-Jockey – e di quanti hanno fatto diventare, quello che era considerato solo un gioco, un’autentica professione riconosciuta legalmente.

L’Associazione Italiana Disc-Jockey è stata fondata nel 1972 da un gruppo di DJ (all’inizio si chiamava proprio G.D.P. Gruppo DJ Professionisti) innanzitutto da Gianni Naso e Renzo Arbore ma anche da Ronnie Jones, Roberto Bonardi, Sergio Cossa, Gigi Marziali, Antonio de Robertis, Paolo Testa, Marco Ferranti, Sammy Barbot e Ivano Carlini. Alla presidenza dell’Associazione fu designato Renzo Arbore, considerato il primo Disc-Jockey d’Italia.

All’art. 1 dello Statuto dell’Associazione Italiana Disc-Jockey ed Operatori dell’Informazione Musicale si legge: “è costituita un’Associazione allo scopo di tutelare… tutte quelle attività connesse alla qualifica di Disc-Jockey, programmatore di dischi, animatore di discoteche, locali notturni, cabaret e simili e informatori musicali. Nacque così l’Associazione che riuscì a radunare, in una unica grande casa, migliaia di DJ e di emittenti radiofoniche in tutta Italia dando così ruolo e dignità alla professione del Disc-Jockey.

L’Associazione offriva ai propri iscritti vari servizi e proponeva iniziative di grande successo. Ai tanti DJ veniva consegnato all’inizio di ogni stagione estiva ed invernale il noto ed attesissimo “pacco” contenente le copie promozionali dei dischi pubblicati da tutte le case discografiche italiane e straniere. Insieme ai dischi venivano consegnate anche le cartoline su cui i frequentatori delle discoteche e gli ascoltatori delle radio indicavano i titoli delle canzoni preferite. Il tutto sfociava in una serata musicale, trasmessa dalla rete TV nazionale, che si chiamava, a seconda della stagione, Disco Mare o Disco Neve (poi Disco Estate e Disco Inverno).

L’Associazione aveva un suo bollettino mensile, quello che oggi chiamiamo newsletter, intitolato Dee Jay Special. Era una guida per i DJ dove si potevano trovare tutte le informazioni relative a nuove uscite discografiche, classifiche internazionali e consigli per l’attività. Tra le firme del Dee Jay Special c’erano quelle di Gianni Naso, Renzo Arbore, Claudio Casalini, Ivano Carlini, Roby Bonardi, Marco Ferranti, Carlo De Blasio, Piermaria Bologna, Claudio Sottili, Paolo Micioni, Tiziano Felici, Giorgio Bracco oltre a tanti DJ ed operatori dell’informazione musicale.

L’A.I.D. era diffusa capillarmente in tutto il territorio nazionale grazie alla presenza dei cosiddetti “Capigruppo”. Ogni regione aveva il suo e ogni iscritto poteva farvi sempre riferimento. Ricordiamo Ronnie Jones per la Lombardia, Riccardo Cioni ed Agostino Presta per la Toscana, Roby Bonardi ed Ivano Carlini per l’Emilia Romagna, Kruger Agostinelli per le Marche, Gianni Naso per il Lazio, Paky Mele, Titta De Tommasi, Ninni Portoghese e Loris Pepe per la Puglia.

Più avanti negli anni, dall’Associazione nasce Jocks Music che si occupa di promozione e distribuzione musicale specializzata. Jocks Mag è il magazine dell’A.I.D. e suo organo ufficiale, distribuito a tutti gli associati o reperibile in abbonamento.

L’Associazione ha sempre messo al primo posto gli operatori del settore ma è anche stata molto attenta al mercato discografico e alla sua evoluzione. Molte pagine della storia della disco in Italia sono state scritte proprio grazie all’attività dell’A.I.D. e dei suoi tantissimi DJ associati.